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Il profumo delle cose fatte bene.

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Dove inizia la pasticceria

La pasta frolla è un mio punto debole, in pochi lo sanno.

Anche la crema pasticcera lo è, ma quella arriva dopo. Prima c’è lei: burro, agrumi, farina e quel profumo che riempie il laboratorio mentre il forno lavora piano.

A colazione una crostata mi piace più di ogni altra cosa. Come dessert, invece, scelgo quasi sempre le tartellette: sono versatili, eleganti senza provarci troppo e, se fatte bene, hanno quel gioco di consistenze che non stanca mai. La friabilità della frolla, la crema morbida, la frutta fresca, magari ancora lucida di gelatina. Basta poco per fare una cosa fatta bene.

Ingredienti

1000 g farina debole
370 g zucchero
400 g burro
3 uova
80 g tuorlo
Buccia di un’arancia
Buccia di un limone
15 g sale
10 g lievito per dolci

Procedimento

Unite tutti gli ingredienti in planetaria o lavorateli velocemente a mano fino ad ottenere un impasto omogeneo, compatto e ancora morbido.

Formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno un’ora. Il tempo necessario perché il burro torni stabile e la frolla prenda struttura.

Stendete l’impasto con un mattarello e date la forma che preferite, cercando di lavorarlo il meno possibile per mantenere tutta la sua friabilità.

Per le crostatine farcite cuocete a 180°C per circa 15 minuti. Per le tartellette bastano 10 o 12 minuti: il bordo deve diventare dorato, mai troppo scuro.

Il risultato?

Una frolla friabile, profumata di agrumi e burro, capace di rompersi piano sotto i denti senza diventare secca. Quelle preparazioni semplici che sembrano facili, ma quando sono fatte bene si sentono subito.

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